Dagli strumenti che utilizziamo ogni giorno fino alla grafica pubblicitaria e ai mezzi di comunicazione, il design tocca ogni aspetto della nostra vita.
Quante volte abbiamo detto “quando avrò tempo leggerò quel libro”? Quel momento, per molti di noi, è arrivato: l’estate 2020 può essere messa a frutto per leggere e approfondire i temi che più ci stanno a cuore. Ecco dunque una selezione di titoli che non possono mancare nella libreria di ogni appassionato di design.
L’importanza del design nella vita di tutti i giorni
Il secolo che ci siamo lasciati alle spalle ha visto crescere esponenzialmente l’importanza del design nella vita di tutti i giorni. Esiste una ricca bibliografia di tutto ciò che è stato progettato e realizzato sotto l’insegna del design di qualità nei settori più disparati, dall’arredamento al product design fino alla grafica. Qui 5 consigli di lettura che siamo certi allieteranno le giornate sotto l’ombrellone.
Cromorama di Riccardo Falcinelli
Perché nei dipinti di Mondrian il verde non c’è mai? Nella società delle immagini il colore ha un ruolo fondamentale in tutto ciò che facciamo. Tutte le società hanno costruito sistemi simbolici in cui il colore aveva un ruolo centrale e Cromorama ci racconta come oggi il colore sia diventato un filtro con cui pensiamo la realtà.
Pubblicato alla fine del 2017, questo libro è già un grande classico. Ti spiega perché la matita è gialla, come mai il cielo dipinto da Monet ti dà sensazioni quasi orgasmiche, in che modo il colore condiziona la tua vita e la tua percezione del mondo. Intrecciando storie su storie, e con l’aiuto di 400 illustrazioni, Riccardo Falcinelli narra come si è formato lo sguardo moderno, attingendo all’intero universo delle immagini: non solo la pittura, ma anche la letteratura, il cinema, i fumetti e soprattutto gli oggetti quotidiani, che per la prima volta ci fa vedere in maniera nuova e inconsueta. Tutte le società hanno costruito sistemi simbolici in cui il colore aveva un ruolo centrale: pensiamo al nero del lutto, al rosso del comunismo o all’azzurro del manto della Madonna.
La caffettiera del masochista di Donald A. Norman
Padre del design antropocentrico, Donald Norman svela in questo volume inganni e paradossi della cattiva tecnologia e mostra cosa inneschi la difficile interazione con tanti oggetti di uso quotidiano. Il design efficace e a misura d’uomo, infatti, è quello che sa combinare psicologia e tecnologia. Progettisti e designer sono chiamati a realizzare prodotti nuovi ma soprattutto facili da usare, comprensibili e, perché no, anche capaci di dare piacere.
Un grande classico, molto curioso, sul perché alcuni oggetti sono progettati in modo folle e per niente “usabile”. Non è un barbosissimo trattato sull’ergonomia, ma una carrellata curiosa su come la UX (la user experience, sì proprio la stessa logica con cui si progettano app e siti) impatta sulle nostre vite.
Questo libro è stato tradotto e pubblicato in Italia prima nel 1990 con il sottotitolo “Psicopatologia degli oggetti quotidiani”, che voleva forse richiamare il noto testo di Freud e poi nel 2005 col più appetibile “Il design degli oggetti quotidiani”, che peraltro aiuta meglio a capire la tesi di fondo del libro, cioè andare a valutare la progettazione di oggetti, software, utensili che quotidianamente utilizziamo per comprendere come spesso l’uso che si dovrà fare di questi oggetti è insospettabilmente molto poco considerato da chi lo progetta.
Sei proprio il mio typo. La vita segreta dei caratteri tipografici di Simon Garfield
Un libro sui caratteri tipografici. Che noia, penserai. Invece saper distinguere un Garamond da un Helvetica Neue (e iniziare a snobbare il Comic Sans) può esserti molto utile se stai sistemando il CV.
Pressoché sconosciuti fino a vent’anni fa, grazie all’avvento della tecnologia informatica oggi i font sono a tutti gli effetti protagonisti del nostro quotidiano. Ma quali sono state le tappe che li hanno portati a uscire dalla ristretta cerchia di addetti ai lavori e di qualche sparuto appassionato? La risposta è in questo saggio di Simon Garfield, che rappresenta un autentico compendio della secolare storia della tipografia, da Gutenberg ai giorni nostri, che conta oltre centomila tra font e caratteri tipografici, ognuno con le sue peculiarità e le sue alterne fortune. Condito di aneddoti sul design delle parole intorno a noi, Sei proprio il mio typo si impone come testo di riferimento per quanti desiderano conoscere l’affascinante mondo dei font che, come sottolinea l’autore, non sono il semplice disegno di lettere dell’alfabeto, ma costituiscono un vero e proprio veicolo di emozioni. E, come vedremo, è proprio in virtù di questa loro innata capacità comunicativa che, in molti casi, sono finiti per diventare icone universalmente riconoscibili, scolpiti per sempre, nel bene e nel male, nell’immaginario collettivo di ogni epoca.
Il piccolo libro del grande design di Susie Hodge
Che cosa distingue il buon design? Quali sono le qualità di un oggetto che lo rendono più attraente, utile e pratico di altri? Superamento del concetto ottocentesco di arti applicate, la storia del design caratterizza tutto il XX secolo, durante il quale avviene la sintesi fra progettualità moderna e produzione in serie. Ordinato tematicamente e riccamente illustrato, Il piccolo libro del grande design è un’agile guida ai designer più influenti e ai capisaldi del design industriale. Attraverso ottanta oggetti imprescindibili – dai mobili Art déco alle sedie in plastica stampata, da dispositivi elementari come la spilla da balia ai moderni smartphone, da giochi popolari come il Lego a rompicapo come il cubo di Rubik – il libro spiega come le qualità estetiche, la funzionalità e l’uso di tecniche e materiali innovativi siano alla base della progettazione dei prodotti migliori.
1000 Chairs di Charlotte e Peter Fiell
Più di ogni altro elemento di arredo, la sedia è da sempre l’oggetto più studiato e progettato della storia del design. Dallo schienale alla gamba, dalla seduta al colore, ogni elemento riflette la presa di coscienza stilistica di un’epoca precisa. Ogni sedia ha una pagina propria nella quale viene sviscerata la sua storia, i suoi tecnicismi e il designer che l’ha progettata. Questo volume è una vera chicca per gli appassionati di design e un must per tutti i collezionisti!
Oggetto complesso, la sedia, rispetto al quale l’atto del semplice sedersi non è – sempre – il principale problema con cui si sono cimentati i più grandi architetti disegnatori di sedie. Costoro – tra cui Mies van der Rohe e Peter Smithson – ben lungi dal considerare la sedia soltanto dal punto di vista ergonomico, funzionale, l’hanno disegnata pensando alla città, alla loro visione di città, quasi essa – la sedia – fosse una sintesi microscopica della città.
La sedia riepiloga in sé le fasi culturali e ideologiche della nostra società, le sue credenze politiche, il suo gusto estetico, la sua concezione dei rapporti gerarchici.
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